2 versioni
il nuovo greco di campanini pag 456 numero 147 "Il peloponneso ha dato un contributo decisivo alla guerra" da Isocrate; numero 148 "Le promesse di Ciro il giovane"
Risposte
Direi che in entrambi i brani Isocrate punta molto sulla persuasione più che sui fatti “nudi”. Nel passo sul Peloponneso, l’idea è chiara: presentarlo come il vero motore della guerra serve a legittimare il suo ruolo politico e morale, quasi a dire “senza di noi non avreste vinto”. Nel testo su Ciro il Giovane, invece, le promesse diventano uno strumento di consenso: Ciro non convince solo con la forza, ma offrendo ricompense e speranze. In fondo, in entrambi i casi, il messaggio è che il potere si costruisce anche con le parole, non solo con le armi.
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Il Peloponneso ha dato un contributo decisivo alla guerra di T
Le città più potenti tra quelle nel Peloponneso fornivano per la spedizione contro T i comandanti più forti e con virtù più numerose e salde. Messene infatti forniva Nestore, il più assennato tra tutti quanti gli uomini di quell’epoca, Sparta Menelao, il solo che per la temperanza e la rettitudine fosse ritenuto degno di essere genero di Zeus, la città degli Argivi Agamennone, il solo con tutte le virtù più eminenti e queste non in misura ridotta ma straordinaria: non possiamo infatti trovare nessuno tra tutti quanti che affrontasse imprese né più incredibili né più nobili né più importanti né più giovevoli ai Greci né degne di maggiori lodi.
Le promesse di Ciro il Giovane
Ciro il Giovane esortando i Lacedemoni ad allearsi con lui contro il fratello Artaserse (errore nella semplificazione del testo greco) diceva di avere un cuore più forte di lui e di bere più vino puro di lui e di sopportarlo meglio: quello a stento si manteneva in sella durante la caccia, nelle situazioni di pericolo neppure sul trono. Esortava a inviargli uomini , promettendo di donare cavalli ai fanti, a coloro che avevano cavalli carri, a coloro che possedevano terreni villaggi, a coloro che avevano villaggi di farli signori di città.
Il Peloponneso ha dato un contributo decisivo alla guerra di T
Le città più potenti tra quelle nel Peloponneso fornivano per la spedizione contro T i comandanti più forti e con virtù più numerose e salde. Messene infatti forniva Nestore, il più assennato tra tutti quanti gli uomini di quell’epoca, Sparta Menelao, il solo che per la temperanza e la rettitudine fosse ritenuto degno di essere genero di Zeus, la città degli Argivi Agamennone, il solo con tutte le virtù più eminenti e queste non in misura ridotta ma straordinaria: non possiamo infatti trovare nessuno tra tutti quanti che affrontasse imprese né più incredibili né più nobili né più importanti né più giovevoli ai Greci né degne di maggiori lodi.
Le promesse di Ciro il Giovane
Ciro il Giovane esortando i Lacedemoni ad allearsi con lui contro il fratello Artaserse (errore nella semplificazione del testo greco) diceva di avere un cuore più forte di lui e di bere più vino puro di lui e di sopportarlo meglio: quello a stento si manteneva in sella durante la caccia, nelle situazioni di pericolo neppure sul trono. Esortava a inviargli uomini , promettendo di donare cavalli ai fanti, a coloro che avevano cavalli carri, a coloro che possedevano terreni villaggi, a coloro che avevano villaggi di farli signori di città.