Convergenza di una topologia e non.

fu^2
Un simpatico esercizio sulle convergenze: questa sera mi sento in vena di proporlo a tutti ;) un esercizio che a leggerlo sembra ovvio, ma metterlo nero su bianco causa/potrebbe causare qualche difficoltà...

Definizione:
"Diciamo che una successione [tex]\{x_n\}[/tex] in [tex]X[/tex] spazio topologico converge ad un punto [tex]\bar{x}\in X[/tex] se per ogni intorno [tex]U_{\bar{x}}[/tex] esiste un intero $n$ tale che $j>n$ implice che [tex]x_j\in U_{\bar{x}}[/tex].

In tal caso scriviamo $\lim x_n=\bar{x}$."

Definizione:
"Sia [tex]f_n:(X,\Sigma, \mu) \to \mathbb{R}[/tex] una successione di funzioni misurabili misurabili, allora diciamo che $f_n$ converge quasi ovunque ($\mu$-q.o.) a $f$ se [tex]\mu(\{f_n\nrightarrow f\})=0[/tex]

Bene! allora dimostrare che la nozione di convergenza quasi ovunque (q.o.) non è indotta da nessuna topologia sullo spazio.
Ovvero non esiste una topologia in cui la convergenza indotta sia quella data dalla convergenza q.o.

Risposte
Fioravante Patrone1
Se $X$ è finito e prendiamo la misura che conta, mi sa che una topo c'è :P
Saluti dalla galleria di Ronco Scrivia!

fu^2
giusto... non ho pensato a quello :D

In verità il problema nella sua forumulazione originaria era su $RR^n$ con la misura di Lebesgue, io ho pensato (troppo ingenuamente) di metterlo in una forma più generale :D :(

Dunque ristringendoci a $RR^n$ con la misura di Lebesgue rilancio il problema ;)

dissonance
Secondo me è vero ogni volta che lo spazio di misura non si riduce ad un numero finito di atomi.

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