Inventa un RACCONTO

AnninaBelieber
Vi prego ragazzi, io vi do questa immagine ... voi mi potete inventare un racconto d'avventura??!!! Non ho fantasia, la prof ci ha caricato di temi da inventare ... HELP


Mi serve entro Giovedì 12. Miglior risposta garantita :)

Miglior risposta
Ali Q
Non è possibile che l'abbiate fatto a scuola: anche se come dici i professori vi hanno dato lo spunto, i due racconti sono identici parola per parola, e questo non è possibile. O l'avete copiato di sana pianta anche in quella occasione, oppure non c'è altra spiegazione.
Inoltre tra il post di Annina ed il tuo ci sono solo 20 minuti di tempo: un racconto così lungo non può essere digitato in così poco tempo, a meno che tu non sia uno stenografo.
Comunque....

Aggiunto 25 minuti più tardi:

Chiusa questa parentesi, Annina, ho letto il messaggino che mi hai lasciato sul muro, ed eccomi qua a cercare di aiutarti con il tuo tema. Ti premetto che ho poca fantasia in questo genere di cose, purtroppo, ma vediamo che posso fare per darti una mano.
Questa immagine mi fa venire in mente il genere di illustrazioni che si trovano nei racconti del mistero di Edgar Allan Poe: quindi io protenderei verso un racconto sì di avventura, ma nello stesso tempo anche molto misterioso e lugubre.
Il "mostro" della figura è molto simile ad un mostro marino, infatti ha delle orecchie che mi ispirano il mondo acquatico.
Da tutto questo ho immaginato che potresti scrivere un racconto di questo tipo, ti fornisco una traccia:
1) Tanti e tanti anni fa, nelle profondità degli abissi, viveva un mago, che non aveva mai visto il mondo della superficie, la terra ed il sole.
2) Un giorno il mago decise di creare una creatura che gli tenesse compagnia. Decise dunque di plasmarla in modo che fosse molto simile agli esseri umani.
3) Ma una volta formata, la creatura, che degli umani aveva molte qualità, tra cui la cattiveria, si ribellò al mago, lo uccise, e scappò via, rubandogli la bacchetta, i vestiti e molti dei suoi incantesimi.
4) Giunto sulla terra, il mostro comincia a seminare il terrore, forte del suo aspetto orribile e dei suoi poteri magici.
5) Viene organizzato, tra gli esseri umani, un gruppo di cacciatori, il cui obiettivo sia quello di trovare il mostro ed ucciderlo.
6) Puoi descrivere a questo punto tre (di solito è questo il numero ricorrente nei racconti) incontri dei cacciatori con il mostro: uno nei pressi di un lago, uno in cima ad una collina, ed uno nel deserto, uno più rocampolesco dell'altro, e in ognuno dei quali il mostro prepara per loro un tranello ed un incantesimo differente.
7) Solo alla fine, al terzo incontro, il gruppo di cacciatori riesce ad avere la meglio sul mostro e ad ucciderlo.
8) Come questo sia possibile non saprei: potresti magari inventrae che il mostro aveva un punto debole che nessuno conosceva. Per esempio che, essendo nato dall'acqua, non poteva toccare con i piedi la sabbia del deserto o si sarebbe prosciugato (una specie di Ercole ed Anteo, se conoosci questo mito greco). Pertanto camminava solo sulle rocce, facendo bene attenzione a non toccare la sabbia. Ma ad un certo punto perde l'equilibrio, cade da una pietra e muore.
9) conclusione del racconto: tutto è finito bene e tutti fanno festa.

Spero vada bene, Annina, e soprattutto che ti piaccia. Come ti ho detto non ho tantissima fantasia su queste cose. Spero che, per essere di avventura, questo racconto non risulti troppo "fantastico", anche se quell'immagine grottesca con le stelle, fa pensare ad un racconto molto fantasioso.
Ciao, a presto! Spero di esserti stata utile.

P.S. Ricordati, se sei interessata alla cosa, che oggi scadono le iscrizioni per partecipare a "vinci un tutor per un'ora", il concorso di Skuola.net. Trovi tutte le informazioni a riguardo su questo link:
https://www.skuola.net/plug.php?e=staticpage&page=skydrive
Miglior risposta
Risposte
cicciareddu
si lo citohttp://www.raccontioltre.it/ ma ti giuro che l'abbimo fatto a scuola i professori però ci hanno dato la maggior parte dello spunto,nn penso che lo prendevano da internet,nn l'ho fatto a male mi sn già scusato abbiamo pure vinto il concorso della scuola ora lo dico ai miei compagni nessuna sa niente del fatto che cera già...grazie per avermelo detto

Ali Q
Veramente queste storie sono tratte da questo sito internet:
http://www.raccontioltre.it
Il link esatto è questo:
http://www.raccontioltre.it/901/anche-i-marziani/
E l'autore è tale signor Ivan Bui.

Ciccareddu, ti è già stato detto che se attingi da fonti su Internet devi postarne il link, mi spieghi perchè non lo fai? E soprattutto, perchè spacci per tue le cose che sono degli altri?
Sei già stato ammonito più di una volta a riguardo, ma se continui saremo costretti a prendere provvedimenti più seri.

cicciareddu
guardando l'immagine mi viene subito in mente questo racconto che abbiamo inventato un pò di tempo fa per il giornalino della scuola e si addice molto è ottimo.
Una tipica serata d’autunno, aria tiepida, la piazza completamente vuota, due cani si annusano, il sole sembra divertirsi lanciando raggi che rimbalzano sui vetri delle poche auto parcheggiate, disegnando arabeschi bizzarri. Le mattonelle rosse ricordano vagamente le ampie distese levigate del mio pianeta, in particolare l’emisfero settentrionale, Marseinne, la mia città. Marte. Il pianeta più bello del sistema solare. Il mio pianeta.

La malinconia è una brutta compagnia, per fortuna dura solo un attimo, l’emozione dell’attesa prende il sopravvento.

E’ davvero strano, i marziani non sono addestrati all’amore, non conoscono queste emozioni, allora perché sto fremendo? Un attimo di apprensione, se incontrassi qualche viaggiatore, non ci sarebbe modo di nascondere la mia agitazione. Mi concentro, non sento presenze, scendo e recupero l’orchidea dal bagagliaio dell’auto. Ormai usare questo aggeggio preistorico è diventato un’abitudine quasi divertente. D’altronde, abbiamo l’ordine di usare il teletrasporto solo in casi estremi. Da quando sono ospite, l’ho usato una sola volta, nove secondi da Londra a Milano, per recuperare una testimonianza che rischiava di compromettere la nostra missione.

Accendo la radio, la sigla del notiziario anticipa il solito bollettino di guerra, tre morti in un incidente sulla tangenziale di Bologna, una vecchia signora massacrata dal nipote, i soliti insospettabili denunciati per pedofilia, l’andamento della Borsa e prima della chiusura, l’annuncio di un programma di approfondimento, dopo il bollettino meteorologico e le immancabili notizie sportive, dal titolo, E SE SU MARTE, CI FOSSERO DAVVERO I MARZIANI? “In studio alcuni esperti commenteranno i rilevamenti fotografici che la sonda “Mars Observer”, in orbita da oltre dieci anni, raccoglie e trasmette. Milioni di immagini e informazioni preziose, che forse, un giorno permetteranno all’uomo di raggiungere il pianeta rosso.”

Naturalmente si tratta di materiale che il CONSIGLIO, decide di divulgare, informazioni limitate che hanno il compito di farci conoscere con gradualità, con molta gradualità, perché i terrestri non sono maturi per una simile scoperta e rischierebbero di contaminare un mondo molto più evoluto, con conseguenze catastrofiche. Per il momento i marziani devono rimanere gli omini verdi. Qualche anno fa, per i terrestri era 1958, un’astronave ebbe dei problemi e dovette fare sosta in un’area desertica, dove fu recuperata qualche ora dopo, purtroppo nel frattempo un cucciolo di cheru (un animale a due gambe, particolarmente caro ai bambini, si allontanò quel tanto da non poter essere recuperato dal raggio. In una base americana, sono ancora oggi convinti di custodire e studiare un marziano.

Chissà come reagirebbero i terrestri scoprendo che Adamo ed Eva erano due viaggiatori che per sfuggire alle regole, decisero di vivere sulla Terra. Un pianeta disabitato e bellissimo che si adattava perfettamente alle necessità dei mars; soprattutto di chi come loro non condivideva uno sviluppo scientifico e tecnologico così avanzato, da mettere in discussione la stessa essenza della vita.

I miei pensieri vengono interrotti dal suo arrivo, parcheggia e scendiamo insieme, prima che chiuda la porta, le allungo il ramo di orchidea, l’imbarazzo le procura un rossore intenso; non resisto ed entro nella sua mente, avevo giurato a me stesso di non farlo, ma è solo un attimo, l’emozione è autentica, così come un accenno di paura e confusione. Per un attimo pensa di fuggire.

La radio adesso trasmette una musica accattivante, lei è sempre tesa, ma sostiene la conversazione senza imbarazzo. Ogni tanto mi ricordo di inveire con qualche automobilista, è un atteggiamento tipicamente terrestre; urla, inveisci contro qualcuno e non sbagli mai. La mia mente spazia, le montagne rosse, le dune che si distendono all’infinito, l’aria tiepida dell’autunno, le navicelle, molto simili, a quelle della serie televisiva Star Trek. Questi pensieri mi salvano, arriva un segnale inconfondibile, un bip di riconoscimento, il camion che ci precede. Rispondo, due pensieri veloci, lui non insiste. Svolto a sinistra, lui a destra. In missione godiamo di ampia libertà, ma non possiamo farci coinvolgere, non possiamo interferire. Fino ad oggi ho completato tutte le missioni che mi sono state affidate, non ho intenzione di chiedere il rientro, ma nemmeno di rinunciare a, a ….. a che cosa? Non so rispondere, ma sento quella strana sensazione, mai provata in passato. Forse sono sulla terra da troppo tempo.

Se mi avesse incrociato dieci minuti prima, non sarei riuscito a simulare disinteresse per il contatto, seduto al mio fianco. Un lungo sospiro di sollievo, adesso ho un motivo in più, per non voler lasciare questo pianeta, un po’ arretrato, ma, affascinante, sicuramente preferibile ai deserti lunari o alla antipatia dei Venusiani.

Starò attento, proverò a farmi coinvolgere il meno possibile.

Una missione nella missione.

Il ristorante è accogliente, la conversazione si è fatta più sciolta, una fetta di torta, chiude la cena. I terrestri sono la razza più golosa dell’universo. “Peccato, non hai bevuto niente, ci contavo,” accompagno la frase con una carezza, lei si avvicina e mi bacia. Blocco l’auto, il bacio diventa più appassionato. Non vado oltre. L’auto riprende la sua corsa, i fari tagliano il buio della notte, una notte di settembre, una notte carica di tensioni. Ogni tanto faccio una ricognizione, ma i viaggiatori, non amano la notte terrestre, troppo bella.

Troppa nostalgia, troppa solitudine.

La radio trasmette – A love supreme -, John Coltrane, le note del suo jazz accattivante, accompagnano la manovra nel parcheggio. Le sfioro la guancia con un bacio, lei si gira, le sue labbra cercano le mie; chiudo gli occhi, resto sospeso in una dimensione impalpabile, “SEI UN MARZIANO, SULLA TERRA NON CI SONO UOMINI COSI’” il mio cuore si blocca e riparte a velocità supersonica, i marziani non sudano, ma sento uno strano formicolio, sto precipitando, apro gli occhi, la guardo, lei sorride, mi accarezza, mi bacia ancora una volta. Non ho bisogno di entrare, mi limito a sussurrargli “sei dolce.” No, sei tu … tu sei un extraterrestre.”

Ebbene si, confesso, sono un marziano.

Vedo le luci della sua auto allontanarsi nella notte, giro la chiave e parto, Miles Davis, ha dato il cambio a John Coltrane, la sua musica si perde nei miei pensieri.

I marziani imparano presto a controllare le emozioni, ma sono felice. Questa notte, le rosse dune di Marte mi mancano un po’ meno.
SALUTI FRANCESCO :)

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